FIMAA: l'andamento dei prezzi al tempo della crisi

Inserito il 04/08/2013

Osservatorio Nazionale Immobiliare Turistico 2013

 

È stato presentato in Confcommercio - Imprese per l'Italia il rapporto FIMAA sul mercato immobiliare turistico. Il Rapporto prende in esame dati di 185 località di mare e 92 di montagna e lago e traccia la congiuntura immobiliare tanto del mercato della locazione estiva, quanto del mercato della compravendita. 

Nelle tavole allegate in PDF, l'andamento dei prezzi di vendita e di affitto nelle principali località del Ravennate, a Cervia e Milano Marittima.

 

Queste le principali risultanze dell'analisi FIMAA. In calo gli italiani che hanno programmato una vacanza nell'estate 2013, ma in lieve aumento il turismo dall'estero: gli affitti estivi di case per vacanza passeranno, rispetto al totale dei viaggi programmati, dal 9,4% del 2012 all'8,1% per gli italiani; e dal 12,9% al 13% per la componente straniera, con una contrazione media rispetto al 2012 del 12%. A calare di più sono le locazioni di case per vacanza in Abruzzo e Sicilia. Calano di meno, ma con variazioni del -15% in Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto. All'opposto, il numero di contratti cala meno nelle Marche, Molise, Emilia-Romagna e Lazio.  Sul mercato degli affitti estivi, rispetto al 2012 è emerso che: molte prenotazioni effettuate dagli italiani sono ultimate in forte ritardo (last minute); i periodi di vacanza degli italiani sono, in media, più contenuti mentre quelli degli stranieri sono stabili, vi sono spazi per trattare i canoni di locazione o, come conseguenza di una maggiore disponibilità di alloggi in offerta, necessità di rivederli al ribasso.  I canoni di locazione calano, in media, del 10,5% tendenziale annuo, con picchi del -20% in Friuli Venezia-Giulia e Sicilia. Nel corso dei primi 6 mesi del 2013 si è assistito ad un ulteriore rafforzamento di appartamenti in vendita in località turistiche a cui non ha fatto seguito un analoga tendenza sotto il profilo degli scambi che, in tal modo, sono diminuiti del 13,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.  Come diretta conseguenza i prezzi medi di vendita sono diminuiti rispetto allo scorso anno del -6,2% nelle località di mare e del -3,3% in quelle montane e lacuali. In particolare, si registra una debacle sensibilmente più evidente dei prezzi minimi medi, segnale che la qualità sia in grado di tenere meglio il mercato. Ma nonostante questo, l'IMU, la TARSU e la crisi finanziaria con un più ridotto flusso di prestiti bancari a favorire l'investimento immobiliare, il "mattone" resta in testa alle preferenze di investimento degli italiani (col 35% di preferenze).   La montagna "tiene" maggiormente il valore, mentre nelle località marine la crisi si è infranta lambendo in modo indifferenziato tutte le localizzazioni e gli stati di conservazione, anche se occorre evidenziare come il calo percentuale annuo del prodotto nuovo di minore qualità cali di più, del -7%. 

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