Comunicati stampa

Inserito il 30/10/2018

 

 

 

Cervia, la spiaggia ama il libro

 

L’associazione culturale “Cervia, la spiaggia ama i libro”

propone all’amministrazione comunale

di trasformare la casa di Max David in un polo culturale cervese

 

L’Associazione culturale “Cervia, la spiaggia ama il libro” ha inviato all’amministrazione comunale un progetto di valorizzazione della casa del noto giornalista Max David. L’idea, se progettata e concretizzata, sarebbe capace di dare lustro alla nostra città e alla Regione Emilia Romagna sotto il profilo culturale e letterario.

Infatti, Cervia non solo può fregiarsi di due nomi illustri del panorama letterario quali il Premio Nobel Grazia Deledda e l’autore più tradotto nel mondo Giovannino Guareschi - ma anche del giornalista cervese Max David.

Essendo venuti a conoscenza che in questo momento la casa di Max David (Viale Roma, 59) è in vendita, riteniamo che sarebbe importante per la città tentare di trattenere questa abitazione con il suo immenso valore culturale e identitario rendendola un Centro culturale, artistico e della memoria letteraria.

All’interno, potrebbe nascere un museo dinamico e un polo culturale per turisti e residenti in grado di sostenersi economicamente.

In questo modo, Cervia potrebbe costruire, partendo da questa abitazione, una sua identità significativa e forte del legame con tre personaggi illustri dello scorso secolo: Grazia Deledda, Giovannino Guareschi e Max David.

 

Note biografiche Max David

Nato a Cervia da antica famiglia ravennate di religione ebraica col nome di Massimo David, passò l'infanzia tra Cervia e Ravenna, dove il padre Attilio gestiva una farmacia. I nonni erano stati animatori della vita culturale della città bizantina negli anni in cui muoveva i primi passi Corrado Ricci, uno dei fondatori del sistema di tutela dei beni culturali nell'Italia postunitaria. Lo zio Ulderico era uno dei più valenti fotografi degli anni dieci e venti.

Max David fu un giornalista di successo, con un grande fiuto per le notizie e una scrittura limpida, rapida e chiara. Ebbe una particolare predilezione per l'Africa e per il mondo dei cavalli. Per oltre vent'anni fu inviato speciale del «Corriere della Sera» e della «Domenica del Corriere», che abbandonò a seguito della virata a sinistra di Piero Ottone. Nel 1974, grazie all'amicizia personale con Attilio Monti, fu assunto dal «Resto del Carlino», dove rimase fino agli ultimi anni della carriera.

Tra un viaggio e l'altro tornava sempre a Cervia, nella villa dei genitori.

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